Ovunque il clonodecadentismo ti attanaglia in una tentacolarietà di ventosismo provincializzato.
Il gerundio può rappresentare questo banalismo concettuale, acido come l'olio di ottava spremitura.
Mi aggiro tra replicanti vuittoniani e macdonalizzati, tra sguardi catartici in preda a spasmi logaritmici ed atimici alla ricerca di quello che tra ombre di luce cerca di rimanere vivo, nella sua identità, profugo del globalizzato antrotecnomorfizzato -o+ sottocodificato da impietose ed ignoranti applicazioni di atimiche leggi di settore.
Il disgusto esce come la saliva densa dalle fauci di un rigurgitante e saturo strabordante obsoleto, che tra il suo lardo flaccido avanza verso l'unica realtà: la sua realtà.
Il postidealismo invoca una nuova nascita, non più clonata ma rigenerata dalle proprie identità verso il neotimismo di una spnsierata ispirazione che si espande come l'onda di una sasso nel mare, una frazione di attimo presente si continua e vibra nel tempo e le onde nel tempo si sommano per essere nel qui, oltre il tempo, oltre l'ora, tutto é, e tutto si muove e tutto resta in sé.. .
Kajati 13-11-2006 Torino
www.kajati.com